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Un altro blog di SOS Utenti 
di Alessandro Peca

LEGGE PINTO: UN’OPPORTUNITÀ DA COGLIERE La legge n. 89/01 prevede un indennizzo a favore di tutte le vittime delle lungaggini processuali

Alla notizia – oggi risaputa – che l’Italia è la nazione europea più sanzionata dalla Corte di per violazione dei diritti umani, non pochi avranno pensato alla solita esagerazione giornalistica. Ma il paradosso è subito spiegato dove si consideri che la causa principale di tali condanne è costituita dai tempi abnormi della , che ci vede fanalino di coda nel rapporto tra tempi e costi dei processi.

La montagna di ricorsi riversati sulle scrivanie della Corte per violazione dell’art. 6 della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo, indusse l’Europa, negli anni ’90, ad imporre all’Italia una soluzione interna che fungesse da “filtro” rispetto alla giurisdizione sovranazionale. Eppure, ad oltre 8 anni dalla sua entrata in vigore, il rimedio predisposto dal legislatore italiano, la c.d. Legge Pinto (dal nome del suo estensore, Michele Pinto) resta ancora per molti un’opportunità non sfruttata.

Si tratta di una normativa di semplice applicazione, che garantisce a tutte le vittime dell’eccessiva durata dei processi, siano essi di natura civile, penale o amministrativa, tanto per gli attori che per i convenuti, la possibilità di adire la Corte d’Appello territorialmente competente, al fine di veder risarcito il danno morale sofferto in conseguenza di un procedimento protrattosi oltre un limite accettabile. Per orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, il danno non patrimoniale, costituito dalla condizione di ansia e dal patema d’animo sofferto, è invocabile anche dai membri di persone giuridiche, società di persone e di capitali.

La procedura, che è totalmente esente da contributo unificato e spese di notifica, si esaurisce in una singola udienza e garantisce una pronuncia nell’arco di pochi mesi dal deposito del ricorso. Per ogni più dettagliata informazione tecnica in merito a modi e tempi della procedura, opportuno comunque rivolgersi alla consulenza di un legale, onde valutare anche gli aspetti sostanziali del singolo caso.

Dal 2001 al 2008, ben 118 milioni di euro sono stati erogati dallo Stato a cittadini ingiustamente vessati da una lenta, inefficiente, frustante per le legittime aspettative delle parti coinvolte. Costi enormi, dunque, per le casse dell’Erario, in un sistema Italia che non riesce ancora a risolvere una delle questioni più drammatiche e più direttamente incidenti nella vita delle persone e delle imprese.

Non a caso, è attualmente allo studio del Consiglio dei Ministri una proposta di riforma legislativa volta a rendere la procedura più difficilmente accessibile ed i risarcimenti più magri. Un cambiamento probabilmente imminente che suggerisce di attivarsi in tempi brevi, a tutela di un diritto costituzionale che – per cause che affondano le loro radici in problemi antichi e della più diversa natura – si vede purtroppo quotidianamente violato nelle aule giudiziarie.

Il dibattito sulla infiamma la politica, divide l’opinione pubblica, riempie i salotti televisivi. Di sicuro impone una severa riflessione perché, come già ricordava il grande giornalista Walter Lippmann, “in una società libera, lo Stato non amministra gli affari dell’uomo. Amministra la tra gli uomini che conducono i propri affari”.

A cura dell’avv. Egle Asciutti

CAMPER STRANABANCA IN TOUR.

STRANABANCA è lo studio mobile dell’area Soldi della SOS UTENTI che sarà a Macerata, Rimini e Pesaro rispettivamente il 15, 16 e 17 ottobre prossimo (dalle ore 10:00 alle ore 18:00) con i propri professionisti per fornire consulenza gratuita ai consumatori.

Il progetto STRANABANCA nasce per spiegare ai cittadini utenti/consumatori tutte le “stranezze” delle Banche Italiane, direttamente nelle piazze delle singole città del territorio nazionale.

L’obiettivo della proposta STRANABANCA è di aiutare gli utenti bancari fornendo loro una guida immediata a saper scegliere e gestire i rapporti bancari, nonché a rivendicare i propri diritti. Presso l’unità mobile STRANABANCA della SOS UTENTI si può verificare in via diretta l’onerosità dei propri rapporti bancari e i relativi contratti, ovvero riscontrare la correttezza degli stessi.

In particolare, viene messa a disposizione di tutti la verifica immediata sull’esistenza o meno di INTERESSI USURAI e la convenienza o meno a poter rivendicare gli ANATOCISMI (maturazione cioé degli interessi sugli interessi) o controllare gli SWAP (tipo di contratto stipulato da aziende). Per ogni accertamento è necessario esibire gli estratti conto del proprio conto corrente bancario.

L’obiettivo finale del progetto mira a stimolare un processo che sia una progressiva evoluzione da: STRANABANCA a SANABANCA, che coinvolga cioé Banche ed Utenti in un rapporto sempre più maturo e trasparente avulso da comportamenti più facilmente codificabili sotto il nome di “furbetti”. Troppo spesso i tecnici e legali della SOS UTENTI hanno riscontrato, in capo oltre che agli utenti anche alle banche, comportamenti adottati con la classica fisionomia da “furbetti”.

La consulenza sarà fornita dagli avv.ti Alessandro Peca (delegato Regione Marche) Daniele Cozza (delegato Regione Abruzzo) e dal consulente tecnico dott. Antonio Del Giudice. Oltre alla presenza di altri professionisti che coadiuveranno l’attività dei delegati regionali SOS UTENTI nel breve tour del prossimo weekend.

avv. Alessandro Peca

NUOVE MALEFATTE TELEFONICHE!!

Ricevo da un nostro associato l’ennessima “angosciante” segnalazione di soprusi subiti da due compagnie telefoncihe le quali, sposando la logica del PROFITTO, della CONCORRENZA e del LIBERO MERCATO (che impone una costante acqusisizione di clientela per la sopravvivenza aziendale) millantano offerte e vantaggiosissime promozioni.

Inutile soffermarsi oltre con commenti ed indignazioni, meglio lasciare il campo al racconto del nostro giovane utente che spinto dalla voglia di risparmiare pochi euro mensili si è trovato costretto nella inverosimile situazione qui riportata.

Fino a marzo 2009 io e mia madre eravamo abbonati soltanto alla compagnia telefonica Tiscali con la quale avevamo attivato la seguente tariffa: servizio voce illimitato verso tutti i numeri esclusi i cellulari e le numerazioni speciali, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e servizio ADSL 7 mega illimitato pagando un canone mensile di 30 euro (circa 10 euro per la voce e circa 20 euro per l’ADSL).

Inoltre pagavamo anche il canone Telecom.

A marzo 2009 sono stato contattato da un’operatrice della compagnia telefonica Tele2 che mi ha esposto un’offerta: passare alla loro compagnia in modo da avere sia il servizio voce illimitato verso tutti i numeri esclusi i cellulari e le numerazioni speciali, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e sia il servizio ADSL 7 mega illimitato; fin qui nulla di diverso dalla Tiscali.

La loro proposta però prevedeva anche il fatto di non dover pagare più il canone Telecom!

Tutto ciò pagando loro un canone mensile di 38,90 euro

Inoltre se avessi aderito subito mi avrebbero attivato una promozione che mi avrebbe fatto pagare tutti i servizi su citati ad un costo di 9,90 euro al mese per 6 mesi, dopo i quali avrei pagato i normali 38,90 euro.

Per quanto riguardava tutte le pratiche da sbrigare per questo passaggio dalla Tiscali alla Tele2 avrebbero pensato tutto loro.

A quel punto ho telefonato alla Tiscali per vedere se anche loro avevano un’offerta simile così non avrei cambiato gestore; loro mi hanno risposto che potevano offrirmi le stesse cose della Tele2 (no canone Telecom, servizio voce e servizio ADSL 7 mega illimitati) pagando però al mese 44,90 euro.

Ho parlato con mia madre, esponendo i vari vantaggi: non ci sarà più il canone Telecom, pagheremo 6 euro in meno per avere le stesse cose, inoltre per 6 mesi pagheremo solo 9,90 risparmiando così 180 euro!

Per questi motivi abbiamo deciso di aderire all’offerta Tele2 cambiando operatore telefonico.

A inizio aprile un operatore Tiscali mi ha contattato sul mio cellulare chiedendomi conferma del fatto che Tele2 chiedesse il passaggio verso la loro compagnia e se io ne ero a conoscenza. Io ho risposto affermativamente in quanto l’offerta Tele2 era per me più vantaggiosa di quella della Tiscali. Lui mi fa notare che così dovevo pagare una penale ma io rispondo che era passato oltre un anno dal contratto stipulato con la sua compagnia e quindi non c’era da pagare alcuna penale! Lui prontamente si scusa (anche se io ho visto un po’ di mala fede nella sua affermazione!).

Credevo che tutto fosse a posto visto che poi mi è arrivata una bolletta Tele2 che io prontamente ho pagato.

Ad aprile però mi arriva anche una bolletta Tiscali che io pago visto che sul sito della Tele2 mia madre, intestataria della linea, risulta loro cliente dal 22 aprile 2009, data attivazione contratto; abbiamo pensato di pagarla pensando che fosse l’ultima bolletta visto che nel mese di aprile, ad eccezione dell’ultima settimana, eravamo effettivamente ancora con la Tiscali.

Ci tengo a precisare che né io né mia madre abbiamo firmato alcunchè, ma l’attivazione del servizio Tele2 è avvenuta tramite registrazione telefonica.

A maggio però arriva un’altra bolletta Tiscali completa sia del costo del servizio voce sia del servizio ADSL!

Da quel momento io non so quante decine di telefonate stressanti ho fatto ad entrambi gli operatori per capire cosa fosse successo; cercherò di fare un breve riepilogo della situazione:

- prima mi hanno detto che c’era stato un problema tecnico e si era riusciti a far passare solo il servizio voce e non quello ADSL;

- poi la Tele2 mi ha detto che non riuscivano ad avere il codice di migrazione dalla Tiscali;

- me lo son fatto dare ma non potevano inserirlo manualmente ma solo dopo che la Tiscali lo concedeva a loro formalmente;

- poi la Tiscali mi dice che stanno continuando a mandarmi le bollette perché non hanno ricevuto nessuna comunicazione da Tele2 sul passaggio della mia linea; io chiedo se posso farlo cessare io il contratto Tiscali in quel momento al telefono, ma l’operatore mi risponde che questa non è la procedura corretta (non mi dice però qual è quella giusta!);

- poi la Tele2 mi dice che il problema è addirittura della Telecom, perché è lei che concede effettivamente il passaggio della linea, e siccome c’erano molte richieste in quel periodo la mia era stata messa in coda (per mesi però!).

Nel frattempo mi arrivano sempre le bollette della Tiscali comprensive sia del servizio voce che di quello ADSL: nello specifico mi sono arrivate le bollette relative a maggio, giugno e luglio 2009!

Ora mi arriverà anche quella di agosto di sicuro!

Ad agosto la Tele2 mi manda una bolletta di 90 euro!

Io telefono e chiedo come è possibile visto che la prima era stata molto bassa e visto che ancora l’ADSL non ce l’avevo con loro ma con la Tiscali: loro mi rispondono che effettivamente c’era un errore perchè sulla bolletta risultava la promozione attiva ma i costi non lo facevano figurare.

L’operatore mi invita a non pagare tale bolletta e apre una contestazione a mio nome e per tutta risposta la Tele2 mi manda una lettera dove mi comunicava che la promozione era regolarmente attiva fino a settembre: MA QUESTO NON ERA IL MOTIVO PER CUI SI ERA APERTA LA CONTESTAZIONE!

Io chiedevo loro come mai la bolletta era alta; in particolare chiedevo cosa fosse la voce “Bolletta Unica” di 42 euro che figurava: loro mi hanno risposto tutt’altro!

Io richiamo ancora e apro un’altra contestazione per lo stesso motivo.

L’8 settembre mi arriva di nuovo la stessa bolletta con una lettera che mi sollecitava a pagare altrimenti mi avrebbero disattivato il servizio.

Io richiamo per l’ennesima volta la Tele2 e l’operatore mi dice che loro mi hanno inviato una lettera il 17 agosto (lettera a me mai arrivata!) e conferma il fatto che c’è un errore: addirittura mi dice che sta per essermi spedita un’altra bolletta di 83 euro!

Io chiedo che vuol dire la voce “Bolletta Unica” che fa lievitare il costo della bolletta: lui mi spiega che siccome non è avvenuto il distacco del servizio ADSL dalla Tiscali, la promozione “9,90” non è partita e automaticamente si è attivata la tariffa “Bolletta Unica”!

NE’ IO NE’ MIA MADRE ABBIAMO RICHIESTO NULLA DI CIO’!

Aggiunge dicendomi che sono stato davvero sfortunato!

Ho mandato anche un fax alla Tiscali perché in una delle molteplici telefonate un operatore mi ha chiesto di non pagare le bollette complete della Tiscali e di mandare un fax in cui dimostravo che ero cliente Tele2 dal 22 aprile 2009: io ho mandato questo fax dove ho incollato la pagina Internet che indicava la data del 22 aprile come quella di attivazione del contratto Tele2 e la pagina in cui si diceva espressamente che il servizio ADSL non era attivo.

Con questo fax voglio che la Tiscali mi mandi l’importo esatto da pagare relativo soltanto al servizio ADSL che non è passato alla Tele2 per colpa di chissà chi e non comprensivo anche del servizio voce: non posso pagare la voce ad entrambi!

Ancora sto aspettando una loro risposta.

Sabato 12 settembre la Tele2 mi richiama per riprovare a passare con loro per entrambi i servizi voce e ADSL; non sapendo cosa fare, e sperando di porre fine al tutto, accettiamo.

Addirittura però sono io che devo chiamare la Tiscali per farmi ridare il codice migrazione perché dovrò fornirlo durante la registrazione automatica (mi dicono che la signorina che l’aveva fatta a marzo ha sbagliato a non chiedermelo! E PER COLPA SUA DEVO RIMETTERCI IO?)

Lunedì 14 settembre mia madre procede ad una nuova registrazione vocale; loro mi dicono che la promozione di ora non è di 38,90 ma 34,90, quindi ancora meglio visto che è scesa ancora di 4 euro.

Mentre mi stanno ripetendo tutte le condizioni noto che mi dicono che le chiamate sono sì gratis, ma c’è sempre lo scatto alla risposta!

Io faccio notar loro che quella da 38,90 non aveva lo scatto e che quindi in realtà non sto risparmiando i 4 euro ma vado a pagare di più!

Lo sai cosa mi risposndono? CHE ANCHE QUELLA DA 38,90 EURO PREVEDEVA LO SCATTO ALLA RISPOSTA! SE VOGLIO QUELLA SENZA LO SCATTO, DEVO PAGARE 43,90 EURO AL MESE! PRATICAMENTE ERA CIO’ CHE MI OFFRIVA LA TISCALI SENZA DOVER FARE TUTTO QUESTO CASINO DURATO MESI!!!

MI HANNO PRESO IN GIRO ANCORA!

A quel punto che dovevo fare? Ci siam sentiti costretti a procedere alla nuova registrazione chiedendo l’attivazione della tariffa da 43,90 euro; mi hanno detto che tutto è andato a buon fine e che mi manderanno la documentazione al più presto.

Io faccio notar loro che 6 mesi prima, oltre all’attivazione, c’era anche la promozione di 9,90 al mese per 6 mesi: l’operatore mi dice che per farla ripartire devo mandar loro un fax una volta che ho la certezza che entrambi i servizi voce e ADSL sono con la Tele2 (anche se ho paura che in realtà ciò non sia vero visto le varie fandonie che mi hanno propinato fino ad ora le due compagnie!).

Martedì 15 mi arrivano due sms sul mio cellulare dalla Tiscali: il primo mi dice che hanno ricevuto il fax in cui spiegavo il problema di non poter pagare entrambi i servizi visto che la voce risulta attiva anche su Tele2 ed entro 45 giorni mi faranno sapere l’esito della mia pratica; il secondo dice che per disdire ufficialmente il servizio con loro devo mandare una raccomandata A/R a un loro indirizzo indicatomi (quando era la Tele2 a dover far tutto e io non dovevo far niente! Inoltre perché non me l’hanno detto subito nei mesi scorsi che dovevo mandare questa benedetta raccomandata A/R invece di continuare a mandarmi bollette?).

Giovedì 17 settembre scorso mi hanno staccato il servizio voce provocandomi molti disagi perché ora posso chiamare solo dal mio cellulare pagando logicamente di più le telefonate, oppure devo raggiungere la casa di mio nonno e chiamre lì!

Inoltre c’è il serio rischio che mi staccheranno anche l’ADSL per me essenziale, come immagini, anche e soprattutto per motivi lavorativi e non.

Venerdì 18 mando una raccomandata A/R a Tiscali, come mi è stato indicato da uno dei due sms che mi sono arrivati, dove chiedo la disdetta e riscrivo ciò che ho già scritto nel fax.

All’ora di pranzo, inoltre, chiamo la Tele2 da mio nonno e l’operatore mi invita a pagare la bolletta quando invece gli altri suoi colleghi mi avevano detto di non pagarla e di aprire una contestazione.

Sabato 19, intanto, mi arriva l’altra bolletta da 83 euro dalla Tele2 e lunedì 21 pago entrambe le bollette, questa e quella da 90 euro arrivatami in precedenza. Vado sempre da mio nonno e chiamo il loro servizio clienti comunicando che ho provveduto a pagare entrambe le bollette e chiedendo la riattivazione del servizio voce al più presto.

Ho raccontato tutta la storia all’operatrice e lei, logicamente, mi ha dato ragione, e sai cos’altro mi ha detto? SICCOME NON SI E’ ATIVATA L’OFFERTA DEI 9,90 EURO, LA TELE2 PER NON PERDERE IL CLIENTE NE HA ATTIVATA UNA IN AUTOMATICO CHIAMATA “BOLLETTA UNICA”!

E ME LO DICE PURE!!!

Ma chi cavolo l’ha richiesta? Le ho detto che la Tele2 avrebbe dovuto ricontattarmi dicendomi che non riuscivano ad attivarmi l’offerta piuttosto che attivarne una loro senza dirmi nulla!

Lei mi ha ridato ragione, la solita ragione che si dà ai fessi!

Comunque l’operatrice mi assicura che la riattivazione del servizio voce sarebbe avvenuta entro 48 ore ma, come c’era da aspettarselo, i 2 giorni sono passati ma ancora il servizio non si è riattivato.

Nel frattempo son costretto a chiamare a casa di altri oppure pagando di più col cellulare.

Morale della favola:

- la promozione dei 9,90 euro per 6 mesi da aprile a settembre 2009 io non ne ho mai usufruito;

- ho pagato ben 3 bollette Tele2;

- continuano ad arrivarmi bollette Tiscali comprensive sia del servizio voce che di quello ADSL (anche dello stesso periodo che io ho pagato le bollette a Tele2 per il servizio voce!);

- sto facendo decine e decine di telefonate stressanti da aprile ad entrambi gli operatori che fanno a “scarica barile” tra di loro, quando invece avrebbero dovuto risolvere il problema loro (addirittura una volta mi hanno anche chiuso il telefono in faccia!);

- addirittura si è attivata una tariffa Tele2 che io non ho richiesto e mai sarei passato a loro se non c’era la promozione che loro mi avevano prospettato dei 9,90 euro per 6 mesi e mai partita.

TUTTO QUESTO E’ ALLUCINANTE!

Direi che aggiungere altro sarebbe superfluo.

avv. Alessandro Peca

LA PENALE NASCOSTA

Cari amici. Sulle pagine online del Corriere della Sera arriva la denuncia di un consumatore il quale trovandosi a disdire una prenatozione di un volo sul sito eDreams si accorge di dover pagare una penale di 38 euro a persona.

In sostanza “si tratta di un volo per due persone acquistato online, sul portale eDreams per la precisione, e disdetto circa un mese prima della partenza: su 250,10 euro pagati in totale per il volo, si ha diritto a un rimborso di 67,54 euro. Ovvero le tasse aeroportuali - 145,54 euro per entrambi i passeggeri - (la tariffa, 74 euro, è esclusa dal rimborso), cui vengono sottratti i famosi 39 euro a testa. Dunque: 145,54 meno 78 (le due “aperture pratica”) fa 67,54: 33 euro e spiccioli a persona di rimborso“.

Lo sfortunato utente lamentandosi con il call center di quanto accaduto sentiva rispondersi dall’ “incolpevole impiegato” che l’acquisto del biglietto implicava la sottoscrizione delle condizioni generali di contratto nelle quali era espressamente previsto il pagamento della penale.

Una doverosa precisazione. L’articolo specifica come la disdetta avveniva il 24 agosto ed il volo era stato prenotato per il 13 settembre con evidente possibilità per il mediatore di piazzare nuovamente il prodotto ed incassare nuove provvigioni.

Questa è una pratica sempre più diffusa nel mondo delle compagnie low cost, soprattutto in un paese come il nostro, dove si cerca sempre di tutelare il soggetto economicamente più forte permettendo pratiche commercialmente scorrette come quelle denunciate sulle pagine de “Il Corriere”.

E’ importante dunque che gli utenti leggano attentamente le condizioni generali di contratto prima di effettuare acquisti su internet. E’ comunque possibile che dette clausole siano nascoste o non sufficentemente chiare e pertanto permettano una impugnazione giudiziale delle intere condizioni contrattuali.

Nova Mente Advocati

Finalmente una boccata di aria fresca!!!

Nasce a Macerata una nuova associazione di giovani avvocati (NMA: NOVA MENTE ADVOCATI) con lo scopo di far crescere la professione forense, di riportare l’azzeccacarbugli moderno al vecchio ruolo di professionista socialmente utile. Non più considerato come uno sciacallo interessato solo al denaro ed alla fama, ma come qualcuno che ha realmente a cuore i problemi delle persone.

Nei prossimi mesi si cercherà di ringiovanire l’attività forense dando spazio alla freschezza giovanile a chi, appena arrivato in questo difficile mondo, è ancora spinta da ideali dalle proprie emozioni e magari sogna di poter cambiare qualcosa con la sola forza delle proprie idee.

Chissà se poi si riuscirà anche ad instaurare un collaborazione con SOS la quale potrebbe far beneficiare i propri utenti di giovani menti dedite allo spirito associativo e prive di condizionamenti esterni. Qualunque essi siano.

avv. Alessandro Peca

LA RESA…!?!?!

Qualche mese fa sul sito SOS UTENTI avevamo raccontato di una innovativa sentenza del Giudice di Pace di San Benedetto del Tronto con la quale Wind Telecomunicazioni spa veniva condannata al rirpistino della precedente tarriffa illegittimamente modificata.

Successivamente, posto che la compagnia telefonica non intendeva adempiere spontaneamente si cercava di ottenere l’esecuzione coattiva del provvedimento. Proprio nell’imminenza dell’azione, Wind chiedeva di poter trasare la vicenda offrendo  a titolo di risarcimento danni la somma di euro 1.000,00 per ciascuna parte in causa.

In sostanza, pur di non creare un pericoloso precedente,  che avrebbe ingolosito milioni di utenti danneggiati dalla variazione unilaterale del piano tariffario, si è preferito “comprare” il silenzio della parte contrattualmente debole.

avv. Alessandro Peca

NON TUTTO E’ COME SEMBRA.

La liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica  avrebbe dovuto portare ad indubbi vantaggi per l’utente finale. Come ci insegnano le più antiche teorie di economia politica la libera concorrenza porta all’aumento di offerta e pertanto alla diminuzione del prezzo con indiscutibile vantaggio per il consumatore.

Naturalmente (inutile dirlo) questo non si è verificato nel nostro “amato paese”. Dopo che si è finalmente deciso di permettere a piùcompagnie di erogare liberamente energia elettrica si è iniziata una corsa al consumatore, promettendo risparmi spesso troppo alti da essere impraticabili.

Negli ultimi tempi sono stato contattato da molti consumatori i quali hanno lamentato che dopo aver lasciato ENEL per approdare in SORGENIA i loro consumi sono praticamente triplicati. Questo nonostante il contratto sottoscritto (con Sorgenia) prevedesse un congruo e concreto risparimio sui relativi conti. Leggendo attentamente il capitolato infatti tutti gli utenti potranno verificare come non solo (in moltissimi casi) non venga applicato lo sconto promesso, ma come Sorgenia utilizzi un costo per Kwh superiore rispetto a quello concordato.

Molti sono gli utenti che hanno fatto segnalazioni; molti altri quelli che hanno deciso di chiedere a Sorgenia la risoluzione del contratto per inadempimento ed il risarciemento dei danni subiti.

Vedremo come andrà a finire la spinosa vicenda. Di una cosa siamo comunque sicuri. Spesso i “poteri forti dell’economia” sfruttano la nostra ignoranza, la nostra quotidiana disattenzione per illegali speculazioni che DEVONO essere impedite. Il tutto però non deve essere demandato alla politica, alla magistratura o a chissà quale altro capro espiatorio; siamo NOI il vero motore della società.

siamo noi, PICCOLI UTENTI/COSUMATORI,  a poter cambiare veramente il nostro mondo.

avv. Alessandro Peca

IL NEMICO DIETRO LA PORTA!!!

Molto spesso le sofferenze quotidiane, le difficoltà del vivere comune ci arrivano da quelle persone con le quali condividiamo la nostra routine.

È l’ennesimo caso in cui la fa da padrona l’ignoranza, l’egoismo ed interessi non direttamente riconducibili al DIO DENARO!!

Osvaldo (nome di fantasia) si vede da anni costretto a lottare con buona parte dei suoi vicini che, ignorando la grave patologia della quale è affetto, ritengono fondamentale per la loro vita far asciugare il bucato all’aria aperta proprio lì, in prossimità della finestra dell’abitazione di Osvaldo. Osvaldo è da anni affetto da (Sensibilità Chimica Multipla); patologia sconosciuta ai più e che il nostro Stato (come sempre all’avanguardia in materia di ignoranza e diritti negati) si rifiuta di riconoscere per evitare speculazioni.

E’ la solita storia. Si evita il problema per evitare i problemi.

È senza dubbio più facile evitare di riconoscere una malattia che potrebbe prestare il fianco ai “soliti furbetti italiani” (che utilizzerebbero la sofferenza di alcuni per avere ingiusti ed egoistici vantaggi) anziché controllare, vigilare, divulgare la cultura del rispetto e delle sofferenze altrui.

Una domanda in conclusione di questo breve ma significativo racconto di vita. Come è possibile che le nostre istituzioni non siano MAI in prima linea per tutelare e riconoscere nuovi diritti, ma preferiscano nascondersi dietro un dito pur di non affrontare i problemi nel concreto?

 

avv. Alessandro Peca

POSSIBILE DIFENDERSI DAI NOSTRI DIFENSORI?

Il nostro sito ha registrato un grido di allarme da parte di un cittadino che, rivolgendosi ingenuamente alle istituzioni sindacali al fine di veder tutelata la propria posizione, si è trovato ingannato dalla stessa compagine sindacale e da un loro legale. Nell mattinata il malcapitato ha chiesto aiuto alla SOS UTENTI con una mail che riportiamo qui nel prosieguo omettendo, per ovvie ragioni, il riferimento ai protagonisti della spiacevole vicenda.

Gentile redazione SOS UTENTI,vi scrivo per descrivervi un mio grosso   problema.
Tutto ebbe inizio nel maggio 2005, giorno in cui decisi di effettuare  
una causa sindacale contro il mio ex datore di lavoro che non mi voleva mai versare il TFR. Mi rivolsi alla …….. la quale non mi volle mai tesserare facendomi temporeggiare per 4anni, dicendomi che c’era tempo per fare la tessera. Nonostante le mie vane richieste di tesserazione la causa andò avanti nel migliore dei modi e automaticamente i sindacati mi diedero un loro avvocato d’uffici.

Tutto procedette nel migliore dei modi; chiesi
anche se affidando il caso agli avvocati d’ufficio dei sindacati una volta
chiusa e vinta la causa avrei dovuto pagare di tasca mia le spese   
dell’avvocato.
La risposta del sindacato a cui mi rivolsi fu che le spese dell’avvocato
le paga chi perde. A queste condizioni decisi di procedere firmando   
dei fogli e pensai di essere in buone mani,ma purtroppo nell’ottobre 2009 ebbi l’amara sorpresa:vinsi la causa e riuscì ad avere il TFR, ma l’avvocato da cui mi avevano mandato i sindacati mi chiese il 50% della somma a me spettante come sua parcella più il 3% per i sindacati. A queste richieste assurde mi sentii preso in giro ed allora telefonai ai sindacati presso la quale intrapresi la causa e chiesi spiegazioni e loro con sfrontatezza mi dissero che  l’avvocato me
lo devo pagare io perchè non sono un tesserato CISL.

Non so proprio più cosa
 fare, a chi rivolgermi per avere dei chiarimenti e sapere se è   
davvero giusto e legale quello che mi hanno richiesto; chiedo un vostro aiuto.Per favore rispondetemi.Grazie
“.

Un racconto raccapricciante che purtroppo non risulta essere isolato. Molto spesso siamo costretti a difenderci da chi dovrebbe difendere noi. Da quelle “istituzioni” nate per soccorrere e tutelare i più deboli contro i poteri forti che spesso si rivelano essere i nostri peggiori nemici. Ispirati da una logica (aziendale) del profitto dimenticano con frequanza preoccupante la loro vera finalità.

avv. Alessandro Peca

L’INSPIEGABILE LENTEZZA DELLA GIUSTIZIA!!!

I nostri associati si sono nuovamente imbattuti in un caso a dir poco scandaloso, che rispecchia la difficoltà (tutta italiana) con la quale si cerca per i propri diritti violati.

Parliamo di un utente affetto da (Sensibilità Chimica Multipla) che si è rivolta alla nostra associazione per vedere riconosciuta la propria patologia professionale da parte dell’INAIL e vedersi pertanto corrispondere una rendita vitalizia che gli permetta di vivere dignitosamente.

Il nostro studio si è immediatamente attivato. Ha raccolto le informazioni necessarie, ha predisposto il relativo ricorso che è stato depositato a tempo di record presso la competente Cancelleria del Tribunale di Viterbo. Si attendeva solo un decreto con il quale il Giudice fissasse l’udienza di comparizione delle parti. Provvedimento che a rigor di codice (art.lo 415, secondo comma, c.p.c.)  doveva essere emesso entro 5 giorni dal succitato deposito.

Ebbene, ad oggi sono passati oltre 30 giorni ed il Giudice del Lavoro di Viterbo non è ancora riuscito a predisporre un provvedimento di massimo 30 parole. Un provvedimento che avrebbe permesso all’utente di inziare ad avere nei confronti del proprio Stato che, come al solito, resta inerme dinnanzi alle concrete e reali difficoltà dei singoli cittadini.

Inutile precisare come sia impossibile conferire con lo stesso Giudicante nonchè con la relativa Cancelleria. Un’impresa impossibile!!!

Ci si trova oggi a combattere con le Pubbliche Amminsitrazioni che non riconsocono i nostri diritti e, molto spesso, non esitano a calpestarli, e con la stessa che spesso si perde nelle lungagini burocratiche e nei propri patologici disservizi dimenticando il vero fine che la alimenta…..LA TUTELA DEI DIRITTI VIOLATI!

avv. Alessandro Peca