I furbetti dell’etichetta
alimenti, bevande e dintorni 
di Angelo Acino

L’Asti (spumante) di Torino

Da più parti si è giustamente segnalato che dobbiamo difendere la tipicità dei prodotti alimentari. Così l’Unione Europea, ma anche l’Italia, ha sottolineato che, poichè nell’immaginario collettivo il prosciutto di Parma deve provenire da Parma, il San Daniele dall’omonima zona, il Barolo da Barolo e via dicendo, sarebbe quanto mai opportuno che il legislatore, che non è quel vecchio con la barba che potremmo credere, adeguasse la normativa di riferimento a questo principio. Giustissimo. I cugini francesi, attentissimi a queste tematiche e particolarmente suscettibili, già anni fa si sono riappropriati della dicitura “ méthode Champenoise “ che noi e non solo noi avevamo loro estorto apponendo tale indicazione sulle etichette dei nostri vini spumanti che si debbono accontentare ora di riportare “ metodo classico “ o “ metodo tradizionale “. Addirittura qui si parlava solo di un metodo di produzione, non di voler far apparire il prodotto come proveniente dalla Francia, ma tant’è che abbiamo dovuto rinunciarvi. Ora, nonostante tutti questi bei proclami e buoni propositi, forse non tutti sanno che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il nostro Asti spumante non sempre è fatto nella zona di Asti. Ebbene sì, uno dei maggiori produttori, la Martini & Rossi, produce l’Asti………a Torino. Per l’esattezza a Pessione, in provincia di Torino. Basterà che leggiate l’etichetta che recita : prodotto in Pessione da Martini & Rossi SpA, Torino, Italia. Ora, la cosa forse non è poi così scandalosa, visto che da Asti a Torino ci saranno una quarantina di chilometri tuttavia………ci si potrebbe chiedere come mai? E’ semplice. Il legislatore, tirato per la giacchetta dalle lobby delle multinazionali, ogni tanto concede una deroga. E così è stato anche qui. Il disciplinare di produzione dell’Asti prevede espressamente che la Martini & Rossi e solo lei, attenzione, nessun altro, possa fare l’Asti…….a Torino.  Alla faccia di tipicità, territori vocati e via dicendo. E se, poniamo, domani volessi fare anch’io l’Asti a Torino? Troppo tardi! I giochi sono chiusi e poi andiamo, siamo seri…….l’Asti si fa ad Asti!

Angelo Acino

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